L’andamento dell’economia nel 2009 è stato profondamente segnato dagli effetti della crisi scoppiata nell’ultimo trimestre dell’anno precedente. Dopo la recessione che si è protratta fino ai mesi estivi, gli andamenti congiunturali hanno segnato un’inversione di tendenza dovuta anche all’efficacia delle politiche economiche poste in essere. Il motore della crescita è stato rappresentato dalle economie emergenti, che si sono mostrate più resistenti nella fase critica. Tra queste, la prima è stata senz’altro la Cina che ha rafforzato la propria posizione negli scambi internazionali diventando il primo esportatore mondiale. Nei paesi avanzati si è verificata una forte ricomposizione della domanda, dalla componente privata a quella pubblica. Le principali istituzioni internazionali hanno espresso la convinzione che il fondo della crisi fosse stato toccato. D’altra parte, permangono incertezze sull’andamento del mercato del lavoro, che tipicamente risente con ritardo delle fasi negative del ciclo e sulla tempistica del percorso di rientro dalle politiche fiscali e monetarie espansive. Negli Stati Uniti la crescita economica si è intensificata nel quarto trimestre, dopo la coda della recessione nella prima parte dell’anno. Le stime del Bureau of Economic Analysis segnalano un aumento annuo del prodotto interno lordo (PIL) degli USA in termini reali del 5,7 per cento, contro una riduzione annua del 2,4 per cento dell’anno precedente. Si tratta del tasso più alto degli ultimi sei anni. La ripresa dell’attività è stata alimentata dalla riduzione del decumulo delle scorte e in misura minore dai consumi privati, dagli investimenti in edilizia residenziale e dalle esportazioni nette, cresciute più delle importazioni. Con riferimento ai prezzi, l’inflazione annua al consumo è salita al 2,7 per cento in dicembre, contro una media annua di –0,4 per cento per tutto il 2009. In prospettiva, la Federal Reserve (Fed) ha recentemente rivisto al rialzo le aspettative di crescita per i prossimi anni (crescita compresa tra +2,8 e +3,5 per cento nel 2010 e tra +3,4 per cento e +4,5 per cento nel 2011). Le misure di stimolo adottate dal governo continuano a fornire un sostegno determinante, anche se il recente aumento del tasso ufficiale di sconto da 0,50 a 0,75 per cento da parte della Banca Centrale americana è
stato interpretato da molti operatori come un segnale di rientro anticipato dalla strategia di politica monetaria espansiva.
In Giappone l’economia ha sofferto fi no a luglio per risalire leggermente negli ultimi mesi del 2009. Le stime di
crescita del PIL in termini reali nel terzo trimestre del 2009 sono state recentemente riviste al ribasso. Ciononostante,
anche gli indicatori congiunturali sono migliorati in fine d’anno. La produzione industriale è aumentata ripetutamente su
base mensile, mentre i consumi privati sono cresciuti soprattutto nel segmento della spesa per beni durevoli.
In Cina l’attività economica ha accelerato in chiusura d’anno. Il PIL in termini reali è aumentato nel quarto trimestre
del 10,7 per cento su base annua, contro l’8,7 per cento nell’insieme dell’anno. Le azioni di stimolo fiscale hanno continuato
a rappresentare una determinante fondamentale dei risultati economici della Cina. Il rapido aumento dell’inflazione
annua al consumo (da -1,8 a 1,9 per cento tra luglio e dicembre) ha determinato un graduale restringimento della politica
monetaria.
La ripresa dalla recessione mondiale è proseguita nelle economie emergenti dell’Asia. Vi hanno contribuito le azioni
di stimolo macroeconomico, il calo del tasso di disoccupazione e gli effetti ricchezza positivi derivanti dall’aumento dei
corsi delle attività. In diversi Paesi il recupero delle esportazioni si è ulteriormente intensificato. L’inflazione al consumo è
tornata in territorio positivo in gran parte della regione.
In America latina l’attività economica continua a evidenziare segnali di rafforzamento, mentre gli andamenti dell’infl
azione presentano differenze tra Paesi. Per quanto concerne ad esempio il Brasile, la produzione industriale in dicembre
è aumentata di quasi il 19 per cento su base annua dopo la ripresa di novembre e l’infl azione al consumo sui 12 mesi è
salita lievemente a circa il 4 per cento. In Argentina la produzione industriale ha registrato una crescita del 10,3 per cento.
Allo stesso tempo l’inflazione al consumo sui 12 mesi ha proseguito a salire e in dicembre è stata pari al 7,7 per cento.